«In tutta la mia carriera politica ho sempre nutrito un’attenzione e una passione particolare per i diritti umani e civili delle donne e per una loro più estesa partecipazione alla vita economica dei loro paesi. Ogni volta che mi sono avvicinata a un Paese che non conoscevo ho verificato che osservare la condizione delle donne offriva una comprensione molto immediata della cultura, della libertà e del progresso civile di quella società e non mi è mai capitato di ingannarmi. […] La formazione femminile, soprattutto quella universitaria, ha il compito strategico di creare una leadership al femminile che possa affermarsi e produrre un cambiamento per tutte quelle donne meno fortunate che non hanno pieno accesso a un’istruzione sufficiente. Le esperienze internazionali sono sempre più necessarie per i nostri giovani e per le donne ancora di più visto che per affermarsi devono competere in contesti non sempre immuni da discriminazioni. È quindi particolarmente preziosa l’azione svolta dal Collegio Nuovo nel promuovere percorsi formativi non solo nazionali. […].» Questo è uno stralcio del messaggio inviato da Emma Bonino nel 2008, in occasione del meeting Women’s Education Worldwide promosso in Collegio nell’anno del Trentennale della sua fondazione.

Sette anni dopo arriviamo al 14 dicembre 2015, con Emma Bonino che generosamente interviene sul palco del Collegio Nuovo: un incontro storico per il Collegio, grazie al costituzionalista Ernesto Bettinelli, che propone nell’occasione una serie di interventi programmati su temi di attualità geopolitica, nell’ambito del Piano strategico d’Ateneo sul tema delle migrazioni. E quel “monello”, come la battezzò il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, non ci ha fatto mancare la sua schiettezza, senza retorica, aprendoci ulteriormente al mondo.

Sull’albo degli ospiti, un monito: «Siamo più del 50 percento della popolazione…. Vediamo di non dimenticarlo.» Emma Bonino